Lamberto Lambertini

Lamberto Lambertini

Interrotti, dopo quattro anni, gli studi di Medicina, studia e lavora da pittore e grafico a Parigi. Torna a Napoli. Mostre personali in tutta italia. Originali radiofonici per la Rai: Proust, Sade, Casanova, Diabolik. Dodici anni di teatro e televisione, come autore e regista, con Peppe e Concetta Barra. Due film. Il primo a Calcutta, VRINDAVAN, con Enzo De Caro, il secondo a Napoli, FUOCO SU DI ME, con Omar Sharif. Un libro sul Principe di Sansevero. Uno su Concetta Barra. Con la Società Dante Alighieri, sta completando un progetto cinematografico sulla Divina Commedia, IN VIAGGIO CON DANTE, cento brevi film, uno per ogni canto, ognuno in un luogo diverso d’Italia. Le prime due cantiche sono terminate: MARATONA INFERNALE e MONTAGNA INFINITA. Il Paradiso, SENZA PRINCIPIO, SENZA FINE, è appena cominciato. L’ultima mostra è DANTE 100%, cento quadri per cento canti.

Sacrificium (Purgatorio, Canto XXX)

Dante incontra Beatrice e Virgilio, come in un film, scompare. Beatrice deve distruggere tutto il peso del male che è nel suo protetto. Così, ancora a Matera, ci aiuta e ci sorprende la distruzione del meraviglioso carro costruito in segreto, con grade maestria, e portato dai muli fino a piazza Fontana. Qui giunto, i diecimila spettatori, lo prendono d’assalto e a sacco. Morte e rinascita rituale, furioso baccanale che non lascia nemmeno un pezzo dietro di sé.

Magica (Purgatorio, Canto XXVIII)

Val di Sella, Borgo Val Sugana, è lì che nasce, nel 1986,  Arte Sella. Vedere questo parco naturale, dove trecento artisti hanno realizzato le loro opere utilizzando solo materiali dello stesso ambiente, e vedere il Paradiso Terrestre, è stato un tutt'uno, illuminante e necessario. Un mondo dove l’arte contemporanea, altro percorso del nostro viaggio visivo, non segue il tempo rettilineo, convenzionale, ma quello deperibile delle mutazioni naturali.

Carbo (Purgatorio, Canto XV)

Una lunga storia questa dei carbonai di Piedimonte Matese, Caserta. Raccontataci per caso, mentre presentavamo agli studenti di quel paese alcuni canti del nostro “Inferno”. Un lungo, arcaico procedimento per ottenere il carbone dalla legna. Dalla costruzione del “catuozzo”, la conica  montagnola di alberi a pezzi, al controllo di giorno e di notte che il fuoco acceso non si trasformasse in fiamma, fino alla festa della raccolta del carbone. I carbonai, come Dante all’inizio del secondo viaggio, dovranno lavarsi il viso dalla nera fuliggine “infernale”.

Lux (Purgatorio, Canto IX)

Nella nostra ricerca di un’Italia misteriosa, spirituale e sacra, non potevamo mancare la vetusta festa delle Lucerne, a Casamale, Somma Vesuviana che celebra, ogni quattro anni, in agosto, la Madonna della Neve. In quelle notti, le mille lucine, disegnano un varco tra la vita e la morte. Dedichiamo alla meoria di Giovanni Coffarelli, che ha dedicato tutta la vita alla Tradizione musicale e cultuale della Campania, questo nostro lavoro realizzato per suo esplicito, affettuoso invito.

Mulieres (Purgatorio, Canto VIII)

Matera, da noi scelta come simbolo del sacro monte del Purgatorio, per la sua conformazione collinare e sassosa, e per la sua rinascita da “vergogna d’Italia” a candidata a capitale europea della cultura 2019, titolo che poi vince, clamorosamente, alla fine dell’anno. Dei molti canti dedicati a questa meraviglia del nostro paese, emblema del riscatto del sud, questo è un rito segreto, tutto femminile: la vestizione della Madre e del Bambino per mano delle “pie donne”, prima del 2 luglio, festa della Madonna della Bruna. I maschi sono esclusi perché non devono vedere con occhi impuri la Vergine ignuda. Per la nostra troupe, dunque, un grande privilegio.

Stupor (Purgatorio, Canto VI)

Da sempre avevamo pensato di girare Castel del Monte, in provincia di Andria, per primo, quasi per buon augurio. Enigmatico maniero, ottagono esoterico, porta mistica che ci avrebbe aperto la lunga via del Purgatorio. Abbiamo ripreso i suoi spazi labirintici da ogni angolazione. Inermi di fronte all’imponente mistero di questa rovina della storia e all’invasione dei turisti d’ogni parte del mondo ben armati dei loro infuocati obiettivi.

Milites (Purgatorio, Canto III)

Sredij polije, ovvero Terra di Mezzo, oggi Redipuglia, provincia di Gorizia. Il più grande sacrario Militare italiano. 40.000 soldati e 60.000 ignoti. PRESENTE, PRESENTE, PRESENTE è ossessivamente scolpito sui gradini. Ed ecco allora questo terzo canto, che in anni non lontani ancora mandavamo a memoria, che canta Manfredi, realizzato in casuale coincidenza del centenario della Grande Guerra, come il primo milite ignoto, le sue ossa insepolte sparse sulla riva del fiume. Un gran peccatore che rende tuttavia all’ultimo istante la sua anima a Dio. A Dante chiede di dire a sua nipote di non essere dannato. Perché le preghiere dei viventi molto possono affrettare la salvezza delle anime purganti.

XXVI Canto - Testa (Alessandria)

QUASI UN DIARIO DI VIAGGIO
di Lamberto Lambertini

Da sempre ho in testa un cappello Borsalino. Scopro che la fabbrica è ad Alessandria. Andarci è stato compulsivo. Un'artigianale catena di montaggio, dal pelo, al feltro, fino alla forma finale che andrà per il mondo. Quel giorno, per la prima volta, ho avuto l'impressione che la mia lettura dantesca fosse diretta a quegli artigiani, che infatti, sembrano ascoltare, sorridendo, la Commedia, per distrarsi un poco dalla monotonia del lavoro. Arte e conoscenza.

Borsalino

La produzione è stata avviata il 4 aprile 1857 da Giuseppe Borsalino, il quale rilevò, ampliandola a grande e rinomata industria, una fabbrica di cappelli che raggiunse il considerevole livello di 750.000 pezzi annui all'inizio del nuovo secolo. La produzione dei cappelli di qualità imponeva l'uso esclusivo di feltro di pelo di coniglio. Questo determinò una ricaduta positiva nell'economia rurale di una vasta regione che vide l'affermarsi di allevamenti domestici, in genere affidati alle donne e ai ragazzi. All'estero il marchio si estese in ogni dove, conquistando ampi mercati.

XIX Canto - Morte (Palermo)

QUASI UN DIARIO DI VIAGGIO
di Lamberto Lambertini

Ogni volta che scendevo nel porto di Palermo, in genere con la mia compagnia teatrale, correvo alla cripta dei Cappuccini. Meditavo davanti alla bambina imbalsamata. Ancora mi domando il perché di tanta dedizione. Quindi una visita necessaria al nostro Inferno. Che fatica convincere i frati. Dante fa ancora paura. E quale canto se non questo di Simon Mago, dove tutte le invettive sono contro la Chiesa svenduta? Capisco, è un po' forte, ma in fondo è questo il tema. Morte e corruzione.

Catacombe dei Cappuccini

I sotterranei del Convento dei Cappuccini e della attigua Chiesa della Madonna della Pace conservano oltre ottomila scheletri e corpi mummificati, adagiati in nicchi, casse e urne a cristalli. Deposti tra il 1599 e il 1880, i corpi appartengono a ricchi palermitani; professionisti, donne ed ecclesiastici sono sepolti in corridoi distinti delle catacombe.

VI Canto - Nebbia (Comacchio)

QUASI UN DIARIO DI VIAGGIO
di Lamberto Lambertini

Certo non c'è più la bella nebbia di una volta. Né le anguille corrono numerose dai Sargassi. Ma quando i dodici forni giganteschi, accesi per noi, infuocano gli spiedi sentiamo odore d'inferno e il profumo dei sapori dimenticati. Rugosi Caronti solcano i rami del Po, affollati di gabbiani e fenicotteri.

Valli di Comacchio

Racchiuse tra il Po, il Reno e l'Adriatico, le Valli di Comacchio sono una zona umida importantissima dal punto di vista ecologico, ma anche un caratteristico esempio di integrazione tra ambiente naturale e attività umana. Da tempo immemorabile, infatti, qui si praticano la pesca e l'allevamento estensivo di numerose specie ittiche pregiate. In particolare l'anguilla, pesce serpentiforme che si riproduce nel Mar dei Sargassi ma compie il ciclo vitale (7-10 anni) nelle acque interne, era importante per l'economia locale.

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