Dante - Andrea del Castagno

dante alighieri

Dante, in Ciclo degli uomini e donne illustri, Andrea del Castagno, Cenacolo dell'ex convento benedettino di S. Apollonia, Firenze, (1450)

Andrea del Castagno (Castagno di San Godenzo, Mugello, 1421 circa - Firenze 1457), è tra i maggiori esponenti del Quattrocento fiorentino. Dopo un periodo formativo in cui risentì dell'influsso di Masaccio, Filippo Lippi, Donatello e Paolo Uccello, raggiunse la piena maturità, di cui è specchio il ciclo (Ultima cena, Crocefissione, Deposizione, Resurrezione) nel Refettorio di S. Apollonia a Firenze. Il ritratto di Dante rientra in una serie di figure di donne e uomini illustri nei quali, la geometrica spartizione cromatica del fondo non genera profondità, ma fa sbalzare in avanti le figure potenziandone il gesto e l'azione.

Dante Alighieri - Sandro Botticelli

Portrait de Dante

Dante Alighieri, Sandro Botticelli, Collezione privata, Ginevra (1495)

Sandro Botticelli, vero nome Alessandro di Mariano di Vanni Filipepi (Firenze, 1º marzo 1445 – Firenze, 17 maggio 1510), è stato un pittore, grande protagonista del Rinascimento italiano. E' uno dei ritratti più celebri del Sommo Poeta. Non è chiaro se l'opera sia stata realizzata direttamente dal grande artista o sia frutto di un lavoro di bottega, ma indiscutibile è la fattura dell'opera, realizzata con grande perizia. Botticelli fu anche illustratore dell'Inferno dantesco, progetto che realizzò a più riprese e che gli portò via molti anni.

Dante e il suo Poema - Domenico di Michelino

diMichelino

Dante e il suo poema – Domenico di Michelino, Cattedrale di Santa Maria del Fiore, Firenze (1465). 
Domenico di Francesco, detto Domenico di Michelino, nacque a Firenze nel 1417. Ricordato dal Vasari tra i discepoli dell'Angelico, nel gennaio 1456 fu incaricato dagli operai di S.Maria del Fiore di eseguire un "Ritratto di Dante", probabilmente commissionato al pittore per celebrare il secondo centenario della nascita del poeta. Nell'opera il pittore riesce ad unire, con una sintesi mirabile, Dante col suo poema tra le mani, l’immagine di Firenze e la raffigurazione dei tre regni d’oltretomba, nella quale campeggia la montagna del Purgatorio. Le fasce curve sullo sfondo stanno, infine, ad indicare i cerchi del paradiso.

 

 

Dante rivolto verso il Purgatorio - Agnolo Bronzino

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Dante rivolto verso il Purgatorio, Agnolo Bronzino, National Gallery of Art, Washington (1530)

Agnolo Bronzino fu pittore e poeta fiorentino. La sua opera ci offre una chiave di lettura diversa del poeta, erede della cultura umanistica dell’età di Lorenzo il Magnifico e vicina agli interessi della cerchia di eruditi che di lì a poco avrebbe fondato l’Accademia fiorentina. Commissionato al pittore nel 1532, insieme ai ritratti di Petrarca e Boccaccio, avrebbe dovuto ornare una camera della dimora del colto banchiere fiorentino Bartolomeo Bettini. L’ambizioso progetto, rimasto incompiuto, anticipava temi cari ai letterati della futura Accademia fiorentina, come la superiorità della lingua toscana e il rapporto tra arte e poesia. L'opera è stata a lungo ritenuta dispersa, finché la tela non è stata rinvenuta in una collezione privata fiorentina e accolta dalla critica come l’originale del ritratto dantesco ricordato nella biografia vasariana dell’artista.

 

Dettaglio di Dante nella Disputa del Sacramento - Raffaello Sanzio

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Dettaglio di Dante nella Disputa del Sacramento, Raffaello Sanzio, Stanza della Signatura, Città del Vaticano (1508-1509)

Raffaello Sanzio (Urbino, 28 marzo o 6 aprile 1483 – Roma, 6 aprile 1520) è stato un pittore e architetto italiano, tra i più celebri del Rinascimento italiano. L'affresco "La Disputa del Sacramento", databile al 1509, è situato nella Stanza della Segnatura, una delle quattro Stanze Vaticane. L'opera raffigura nella parte inferiore la Chiesa militante, e nella parte superiore la Chiesa trionfante, in quella superiore. Il dipinto è dedicato alla teologia, disciplina attraverso la quale l'anima può arrivare alla verità nel campo della fede. Il ritratto di Dante Alighieri si trove nella parte inferiore dedicata alla Chiesa militante, vero e proprio concilio in cui figurano teologi, dottori della Chiesa e pontefici, ma anche filantropi, letterati e semplici fedeli anonimi, e nella quale non tutti i personaggi sono stati identificati. In compagnia di Dante troviamo raffigurati Bramante, Francesco Maria Della Rovere,  san Gregorio Magno, san Girolamo, il beato Angelico, sant'Ambrogio, sant'Agostino, san Tommaso d'Aquino, Innocenzo III, san Bonaventura e Sisto IV. Dietro i personaggi si trova un enorme blocco marmoreo, che forse allude alla "pietra angolare", nonché al progetto di ricostruzione della Basilica vaticana avviato proprio in quegli anni dal pontefice.

Ritratto di Dante Alighieri - Affresco di scuola giottesca

Dante alighieri Palazzo dei Giudici

Ritratto di Dante Alighieri, affresco di scuola giottesca, Palazzo dell'arte dei Giudici e Notai, Firenze (1366-1367)

Si tratta del più antico ritratto documentato di Dante Alighieri conosciuto. Fa parte di un prezioso ciclo di affreschi appena restaurato che, sebbene molto compromesso, conserva alcune tracce della Firenze medievale altamente significative: innanzitutto proprio il ciclo sui poeti fiorentini, nel quale, oltre a Dante, è raffigurato anche il più antico ritratto mai realizzato di Giovanni Boccaccio. Il ritratto dantesco, in particolare, ha suscitato un grande interesse perché dimostrerebbe che le fattezze del poeta sono ben lontane dall'iconografia tradizionale derivata dal Rinascimento in poi, con il naso pronunciatamente aguzzo e la fronte accigliata. Dante doveva avere sì un naso lungo, ma non aquilino come siamo abituati a immaginarlo. Per quanto riguarda l'autore e la datazione, i documenti sul palazzo riportano come fosse stato incaricato Jacopo di Cione, fratello dell'Orcagna, nel 1366 di affrescare le volte e le pareti di quella che era la sala maggiore dell'Arte. Nella lunetta dei poeti, oltre a Dante e Boccaccio, si vedono le gambe (i busti e i volti sono andati perduti) di altre due figure identificate con Francesco Petrarca e Zanobi da Strada.